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PERCORSO: Vermiglio - Volpaia - M.Pecé - P.Tonale - Forte mero - Forte Zaccarana - Malga mezzolo - Vermiglio
DATI TECNICI:
Lunghezza totale: Km  32
Dislivello complessivo: m.  800
Tempo di percorrenza: h  4
Difficoltà: difficile
Tratti Sterrati: Km  25
Tratti Asfaltati: Km  7

ALTIMETRIA:


DESCRIZIONE PERCORSO:
Dal paese di Vermiglio si discende nell’ampio vallone di Stavel ed in prossimità dell’Agritur Volpaia si abbandona la strada asfaltata di fondovalle per seguire a sinistra una stradina sterrata che sale parallela ad essa in direzione di Velon, seguendo il tracciato che in inverno diventa pista da fondo. Dopo il ponte sul torrente Vermigliana si sale a sinistra in direzione del Maso Cadin, a fianco dei ruderi di antiche caserme militari della Guerra 1914-1918. Superati i masi, a destra per una stradina sino ad incrociare la strada sterrata che sale al Forte Tonale. La si percorre in discesa per 100 metri ed a sinistra si giunge in breve nei pressi della bella baita di Velon, superata la quale la strada sale gradualmente in direzione Passo Tonale, superando dapprima il torrente e quindi ancora in piano in mezzo ad alcune radure si giunge alla Malga Pecè. Durante la prima guerra mondiale la malga era sede di un sotto-comando austroungarico. Le piante più vecchie che la circondano portano ancora le schegge delle granate italiane. Superata la malga la compatta strada, sovente attraversata da ruscelli, sale in mezzo al fitto bosco di abeti. Dopo alcuni tornanti il bosco si dirada permettendo una veduta sulla Valle e dopo alcuni ripidi strappi si giunge nei pressi della Strada Statale n. 42. Poco prima di essa si svolta sulla sinistra in salita in direzione della Località Cantiere Presena e dopo un km, sulla destra, si prosegue lungo un sentiero-percorso vita (“Sentiero della Pace”), attraversando i pendii e giungendo a Passo Tonale. (Consigliata una visita all’Ossario, costruito nel 1924, che racchiude i resti di 831 soldati che combatterono nella zona del Tonale; qui è il confine con la Lombardia, un tempo confine di Stato con il regno d’Italia). Si percorre la SS. N. 42 per un per un centinaio di metri fino alla biglietteria Skirama-Adamello Ski posta sull’altro lato della strada; da qui si imbocca una stradina, in alcuni tratti piuttosto ripida, in direzione Malga Cadì — Ospizio San Bartolomeo (m. 1971 - l’ospizio costruito forse già dal 1127 e governato da un Priore, dava ospitalità e ristoro ai passanti) e di lì in piano nuovamente in direzione della Val di Sole lungo le praterie di alta montagna a cospetto delle imponenti cime ghiacciate della Presanella. In leggera discesa si giunge presso i ruderi dell’ ex Forte Mero (m. 1841 - area attrezzata), contornato da un bel bosco di larici, che con i Forti Tonale, Strino, Zaccarana e Pozzi Alti (costruiti tra la fine del 1800 ed i primi anni del 1900) costituiva la cintura di difesa dell’Impero asburgico, con numerosi cannoni, mortai e mitragliatrici. La strada prosegue con alcuni saliscendi per giungere ad un bivio dal quale a sinistra si può salire all’ex Forte Zaccarana (m. 2026 - 40 minuti circa) posto in posizione dominante sulle pendici del monte Tonale Orientale. Si ridiscende proseguendo oltre il bivio entrando nella Valle di Strino dopo una leggera discesa sino ad incrociare una stradina di fondovalle che porta alla Malga Strino. (Possibile abbreviazione del percorso, imboccando la stradina in discesa verso la Strada Statale n. 42 e proseguendo per quest’ultima in direzione Vermiglio — consigliata una visita al ristrutturato Forte Strino posto sulla Strada Statale). Si prosegue in leggera salita per un breve tratto sino ad un bivio a destra che porta a Masi di Strino-Malga Mezzola, dopo aver attraversato il Rio Strino seguendo le pendici del Monte. Poco più in basso della Malga Mezzolo (m. 1857) la strada discende in modo deciso attraversando alcuni rivi sino ad incontrare quella per Malga Verniana. Proseguendo a destra sempre in discesa si giunge sulla S.S. 42 e di qui in breve a Vermiglio. Prima di entrare in paese, si può dare un’occhiata al vecchio “Dazio” che operò per molti secoli al confine Ovest del Principato Vescovile di Trento.
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